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Il ruolo delle infrastrutture in un'economia sostenibile

L’immagine che accompagna la News sul ruolo delle infrastrutture in un'economia sostenibile, ritrae il modello di un'infrastruttura per i trasporti

Gli investimenti in infrastrutture stimolano la ripresa economica e facilitano la transizione verso un'economia più resiliente, inclusiva e sostenibile. La disponibilità di adeguati servizi di trasporto, telecomunicazioni, energia e acqua è essenziale per la competitività delle imprese e il benessere delle comunità.

Perché è importante: Investire in infrastrutture è fondamentale per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite e affrontare gli obiettivi climatici.

In questo articolo potrai scoprire anche l'impegno di Intesa Sanpaolo nel supportare lo sviluppo di infrastrutture su scala globale.

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Tutte le principali organizzazioni internazionali concordano nell’attribuire agli investimenti in infrastrutture pubbliche un ruolo di primo piano per la ripresa dell’economia e per favorire la sua transizione verso un assetto più resiliente, inclusivo e sostenibile.

La dotazione di infrastrutture incide sulla capacità di crescere di un’economia e sul livello di benessere della collettività. La competitività delle imprese è strettamente legata alla disponibilità di una rete adeguata di trasporti e di telecomunicazioni, nonché alla qualità del servizio energetico e idrico, che rappresentano input essenziali dei processi di produzione.

Un contributo indiretto allo sviluppo economico deriva anche dalle infrastrutture sociali, da cui dipende l’erogazione di servizi pubblici essenziali come la tutela della salute e quella dell’ambiente, fattori cruciali per la qualità della vita degli individui e indispensabili per realizzare uno sviluppo inclusivo e sostenibile.

L’accumulazione di capitale infrastrutturale può avere un rilevante impatto espansivo sull’economia sia nel breve che nel lungo periodo: nel primo caso agisce da stimolo sulla domanda aggregata, con effetti più rilevanti rispetto a quelli associati ad altre voci del bilancio pubblico (quali i trasferimenti); nel secondo caso agisce dal lato dell’offerta, poiché accresce la produttività del capitale fisico e di quello umano innalzando in tal modo il potenziale di crescita del sistema economico.

Si stima che tra il 2016 e il 2040 siano necessari 94 trilioni di dollari in investimenti infrastrutturali a livello globale. InfraTracker (Global Infrastructure Hub) stima che i governi centrali dei Paesi G20 abbiano stanziato nel 2022 circa 1 trilione di dollari per la spesa in infrastrutture. Questa cifra rappresenta solo una piccola quota degli investimenti globali necessari per tenere il passo con la crescita economica e per raggiungere gli obiettivi climatici globali stabiliti dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs). Ad esempio McKinsey stima siano necessari circa 3,7 trilioni di dollari all’anno per ottenere la crescita economica stimata e un ulteriore trilione per raggiungere gli obiettivi SDG. E l'International Energy Agency (IEA) ritiene che gli investimenti nel settore energetico debbano raggiungere i 5 trilioni di dollari entro il 2030 per poter raggiungere l’obiettivo Net Zero al 2050.

In tale contesto, l’ammodernamento del capitale infrastrutturale è al centro delle agende politiche dei principali governi a livello mondiale. Ne è un esempio la strategia delineata da Next Generation EU in risposta alla crisi pandemica che segna una svolta rispetto allo scorso decennio, prefigurando una nuova stagione di investimenti per l’incremento quantitativo e qualitativo del capitale infrastrutturale in Europa. Così come il piano delineato dal PNRR in Italia che si sviluppa intorno a tre assi strategici condivisi a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale. Per tutti e tre, sarà fondamentale determinare con attenzione gli investimenti necessari in nuove infrastrutture sia fisiche che sociali.

Oltreoceano l’amministrazione Biden nel 2021 ha varato un imponente pacchetto con l'Infrastructure Investment and Jobs Act per un valore di 1.300 miliardi di dollari, con l’obiettivo principale di modernizzare la dotazione infrastrutturale del Paese. Le infrastrutture legate ai trasporti e all’energia sono le aree che riceveranno i maggiori investimenti dai vari provvedimenti federali degli stati.

Intesa Sanpaolo ha una tradizione molto forte, che risale alla Comit, proprio nel finanziamento delle infrastrutture e nel project financing e solo negli ultimi anni è stata protagonista di progetti in tutto il mondo, in Europa, Paesi nordici, Asia, Australia e in America. Proprio oltreoceano la Banca ha partecipato ai maggiori recenti progetti di ammodernamento e crescita infrastrutturale. Ne sono un esempio il nuovo Terminal 1 dell’aeroporto JFK di New York, la costruzione della sesta linea della metropolitana di San Paolo in Brasile, la realizzazione del terminal crocieristico del porto di Miami e, ultimo in ordine temporale, il finanziamento per la più grande infrastruttura energetica green tra il New Messico e l’Arizona.

Operazioni, queste, che si contraddistinguono per essere le maggiori nel proprio territorio di riferimento, per la stretta collaborazione tra istituzioni pubbliche e operatori privati e per una connotazione prettamente sostenibile o green. A livello internazionale, infatti, è sempre più chiara la necessità di dotarsi di infrastrutture che siano al contempo moderne e sostenibili in campo ambientale e sociale.

Nel dettaglio, a marzo del 2022, nell’ottica del rilievo strategico per l’economia italiana e del supporto all’export, Intesa Sanpaolo attraverso la Divisione IMI Corporate & Investment Banking, ha partecipato alla strutturazione di un finanziamento in pool pari a 350 milioni di euro in favore di MSC che consente a Fincantieri di realizzare l’infrastruttura considerata come il più grande terminal crocieristico degli Stati Uniti. Il progetto prevede le annesse strutture per il molo, uffici e parcheggi nella parte est del porto situato nella Biscayne Bay a Miami.

Il Terminal risponde ai criteri previsti dai Green Building Rating Systems (GBRS) un sistema di rating per lo sviluppo di un’edilizia eco-compatibile – che prevede una elevata percentuale di efficienza energetica attraverso l’utilizzo di materiali ecosostenibili e tecnologie innovative di progettazione e costruzione, limitando da un lato l'impatto sull'ambiente, così come sulla salute e il benessere dei passeggeri e riducendo al contempo i costi operativi. L’infrastruttura permetterà l’attracco contemporaneo di tre navi da crociera MSC, movimentando fino a 36mila passeggeri al giorno.

Sempre nel 2022, Intesa Sanpaolo ha partecipato al finanziamento in pool di circa 1,3 miliardi di euro finalizzato alla realizzazione della linea 6 della metropolitana di San Paolo in Brasile. L’operazione, realizzata dalla società “Concessionària Linha Universidade”, che ha come principale azionista privato il gruppo spagnolo Acciona, rappresenta il più grande progetto infrastrutturale di collaborazione tra pubblico e privato in America Latina, con un impegno complessivo di circa 3,4 miliardi di euro. Il pool di banche, che ha visto la partecipazione di Intesa Sanpaolo attraverso la Divisione IMI Corporate & Investment Banking, ha garantito parte del finanziamento erogato dalla BNDES, la banca brasiliana per lo sviluppo economico e sociale, e rappresenta un chiaro esempio di finanziamento sostenibile basato su criteri legati all’occupazionale femminile e locale, alla mobilità elettrica e all’imprenditorialità locale.

Altro importante traguardo è stata l’operazione per l’aeroporto JFK di New York dove la Divisione, guidata da Mauro Micillo, ha partecipato a un finanziamento in pool con debito senior per un importo massimo di 6,63 miliardi di dollari insieme a un gruppo di altre sei Co-ordinating Lead Arrangers.

Considerato il più cospicuo investimento singolo in un’infrastruttura aeroportuale negli Stati Uniti, il progetto intende realizzare al JFK un terminal all’avanguardia in grado di gestire gli oltre 10 milioni di passeggeri annui attesi da qui al 2030. Il progetto avrà un costo totale stimato di circa 9,5 miliardi di dollari e verrà ripartito in tre fasi. Il “New Terminal One” – il cui completamento è previsto per il 2026 – sarà il terminal più grande del JFK (circa 223.000 metri quadrati) e si estenderà sulla superficie degli attuali Terminal 1, 2 e 3. Durante la Fase A verranno realizzati 14 wide body gate, mentre altri 9 verranno aggiunti nelle fasi successive per un totale di 23 gate entro il 2030.

A fine 2023 la Banca ha chiuso un’altra operazione strategica in America dove la Divisione ha strutturato e in parte sottoscritto una linea di credito agevolato green di importo massimo pari a 8,8 miliardi di dollari per la realizzazione di SunZia: la più grande infrastruttura energetica green degli Stati Uniti d’America, voluta per produrre energia eolica e trasportare elettricità pulita tra il New Mexico e l’Arizona verso la California.

SunZia prevede la costruzione nel New Mexico del maggiore impianto eolico dell’emisfero occidentale, con una capacità di 3,5 GW, unito a un elettrodotto ad alto voltaggio di 885 km tra il New Messico e l’Arizona, capace di trasportare 3 GW di elettricità pulita, sicura e a prezzi accessibili a milioni di americani negli Stati Uniti occidentali. L’infrastruttura è un tassello importante nel piano complessivo di investimenti pubblici e privati degli Stati Uniti verso la progressiva riduzione delle emissioni carboniche. Il progetto è stato sviluppato da Pattern Energy, uno dei maggiori sviluppatori e operatori privati al mondo di progetti eolici, solari, di trasmissione e di stoccaggio di energia, con una capacità operativa di quasi 6 GW in tutto il Nord America e 25 GW in ulteriore sviluppo.

Tutte queste operazioni, oltre a testimoniare concretamente la notevole esperienza internazionale del Gruppo Intesa Sanpaolo e della Divisione nell’ambito del project financing e delle infrastrutture, confermano l’impegno della Banca a sostegno della transizione energetica e della sostenibilità ambientale considerati come fattori di sviluppo e di competitività.

Intesa Sanpaolo segna così un ulteriore milestone in campo ESG dimostrandosi partner strategico e di lungo termine capace di supportare operatori nazionali e globali nei loro progetti di crescita internazionale e di sviluppo sostenibile.

 

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