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COMUNICATO STAMPA

INTESA SANPAOLO: A VENEZIA IL ROAD SHOW PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PMI DI VENETO E FRIULI VENEZIA GIULIA

PROGRAMMA SINERGICO DELLE DIVISIONI INTERNATIONAL SUBSIDIARY BANKS E BANCA DEI TERRITORI RIVOLTO AD ALBANIA, CROAZIA, SERBIA E SLOVENIA

  • Nuove opportunità di crescita per le PMI italiane nei 12 Paesi serviti dalle banche commerciali del Gruppo in Centro e Sud-Est Europa e Nord Africa
  • Nel 2022 l’interscambio commerciale tra Veneto e Albania, Croazia, Serbia e Slovenia si è attestato a 6,1 miliardi di euro: 2,7 miliardi di export e 3,4 di import
  • Per il Friuli Venezia Giulia l’interscambio commerciale nel 2022 è stato di 2,4 miliardi di euro: circa 1,2 miliardi di export e 1,2 di import
  • Francesca Nieddu: “Assicuriamo alle oltre 207 mila aziende nostre clienti del Nordest il supporto sui mercati esteri e investiamo nelle filiere. Nel Triveneto abbiamo già attivato180 contratti di filiera che coinvolgono circa 2.400 aziende fornitrici per un giro d’affari complessivo di circa 20 miliardi di euro”.
  • Linee di finanziamento e soluzioni dedicate, team di accoglienza per le imprese italiane presso le banche estere del Gruppo

Venezia 29 febbraio 2024 – Intesa Sanpaolo ha presentato alle imprese del Veneto orientale (Venezia, Treviso e Belluno) e del Friuli Venezia Giulia le opportunità di sviluppo internazionale.

La Banca, grazie alle sinergie tra la Divisione International Subsidiary Banks (ISBD) e la Divisione Banca dei Territori, ha realizzato un programma dedicato al potenziamento del business cross-border delle mid-corporate che operano nei 12 Paesi serviti dalle banche commerciali del Gruppo in Centro e Sud-Est Europa e Nord Africa.

Il programma ha l’obiettivo di rafforzare il posizionamento di Intesa Sanpaolo come banca di riferimento e partner a lungo termine per le imprese, valorizzando le sinergie infragruppo a favore delle PMI. Con il 2024 il programma si estende ad Albania, Croazia, Serbia e Slovenia per proseguire, in seguito, ad altri mercati nei quali sono presenti complessivamente oltre 2.000 gruppi industriali italiani con proprie sussidiarie nei Paesi del perimetro della rete estera ISBD. Lo scorso anno è stato attuato con successo nei mercati di Slovacchia (attraverso VUB Banka), Romania (Intesa Sanpaolo Bank) e Ungheria (CIB Bank).

Durante l’incontro sono state illustrate alle imprese clienti della Direzione Regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia le linee di finanziamento e l’offerta di prodotti e servizi dedicati all’internazionalizzazione, andando a coinvolgere Intesa Sanpaolo Bank in Albania, Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Bank in Slovenia, insieme alle Direzioni Regionali della Banca dei Territori e alla Direzione Agribusiness.

“Le imprese del Nordest per mantenere la competitività stanno puntando sull’internazionalizzazione, forti di un sistema produttivo rivolto alla sostenibilità e di una produzione di alta qualità – commenta Francesca Nieddu, direttrice regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia Intesa Sanpaolo -.La rete internazionale di Intesa Sanpaolo assicura alle oltre 207 mila aziende nostre clienti del Nordest un’opportunità di sviluppo del business attraverso supporto specialistico e un affiancamento costante sia nei Paesi d’interesse che in nuovi mercati. A sostenere le esportazioni c’è inoltre la forte presenza di distretti e filiere: ad oggi, per facilitare l’accesso al credito delle PMI del Nordest, abbiamo attivato oltre 180 contratti di filiera che coinvolgono circa 2.400 aziende fornitrici per un giro d’affari complessivo di circa 20 miliardi di euro”.

Analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per il Veneto

Nel 2022 l’interscambio commerciale tra il Veneto e Albania, Croazia, Serbia e Slovenia ha superato 6,1 miliardi di euro. Le esportazioni sono state pari a 2,7 miliardi di euro, mentre le importazioni hanno sfiorato i 3,4 miliardi di euro, per un saldo commerciale negativo di circa 630 milioni di euro.

Il Veneto si colloca al primo posto in Italia per import da Albania, Croazia, Serbia e Slovenia, con una quota sul totale nazionale del 22,6%. Poco meno della metà pari a 1,5 miliardi di euro provengono dalla Slovenia, circa 1,3 miliardi di euro dalla Croazia, 344 milioni di euro dalla Serbia e i restanti 220 milioni dall’Albania. Le importazioni riguardano prevalentemente il settore dell’agro-alimentare (21,7% sul totale, principalmente in cereali, ortaggi e legno grezzo provenienti per più della metà dalla Croazia), seguito da prodotti petroliferi (12,7%), abbigliamento (8,8%,) e filiera della pelle (6,5% composto quasi completamente da calzature provenienti per la maggior parte dall’Albania).

Il Veneto occupa, dopo la Lombardia, il secondo posto in classifica in Italia per l’export verso questi mercati, con una quota sul totale nazionale del 16,5%. L’export veneto verso questi quattro Paesi si ripartisce in ugual misura tra Slovenia e Croazia (poco più di 1 miliardo di euro ciascuna), seguono la Serbia con 470 milioni di euro e l’Albania con 260 milioni di euro. I principali settori di esportazione del Veneto verso questi paesi sono: agro-alimentare (14,2% del totale, soprattutto carni lavorate e cereali e ortaggi principalmente verso Croazia e Slovenia), metallurgia (12,3%, in prevalenza in Slovenia e per circa un quarto in Croazia), meccanica (10,5%, con un peso del 35% sia per Slovenia che per Croazia e per circa il 22% in Serbia), filiera della pelle (10,0% soprattutto cuoio e articoli in pelle per il 45% verso la Serbia).

Tra il 2021 e il 2022 le esportazioni venete a prezzi correnti verso Albania, Croazia, Serbia e Slovenia hanno registrato una crescita del 14,7%; complessivamente le vendite sono aumentate di 351 milioni di euro con un aumento maggiore verso Croazia (+153 milioni di euro; +18%), ma anche gli altri paesi hanno registrato incrementi significativi con crescite del +20,3% in Albania, +13,5% in Slovenia e +8,0% in Serbia. A livello settoriale la crescita è stata guidata soprattutto dai prodotti della filiera pelle (+29%), dall’agro-alimentare (+18,2%) e dalla meccanica (+19,1%). Nei primi nove mesi del 2023 la crescita seppur con intonazione positiva si è notevolmente raffreddata (+2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; a fronte di un lieve calo per l’Italia -1,3%). L’andamento si è mantenuto vivace per Croazia (+13,8%) e per Serbia (+10,7%) ma è divenuto negativo verso Slovenia (-9,8%) e Albania (-8,1%). Tra i settori la crescita risulta concentrata nell’abbigliamento (+49 milioni di euro totali, di cui +54 milioni verso Croazia), nella meccanica (+38 milioni di euro) e nell’agro-alimentare (+34 milioni di euro), mentre i maggiori cali si sono registrati nella chimica (-27 milioni di euro), nella filiera della pelle (-18 milioni di euro in cui solo la Serbia si mantiene in territorio positivo) e nella metallurgia (-16 milioni di euro).

Analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per il Friuli Venezia Giulia

Per il Friuli Venezia Giulia l’interscambio commerciale nel 2022 è stato poco più di 2,4 miliardi di euro, di cui circa 1,2 miliardi di euro di import e 1,2 miliardi di euro di export, per un avanzo complessivo di circa 84 milioni di euro.

Circa 618 milioni provengono dalla Slovenia, 526 dalla Croazia, 28 dalla Serbia e 5 dall’Albania; i principali settori per import sono i prodotti dell’agro-alimentare (19,7% sul totale, di cui metà dalla Slovenia e metà dalla Croazia) e la metallurgia (14,7% di cui il 68% dalla Croazia e il rimanente dalla Slovenia), seguiti da prodotti in legno (14%, il 58% dalla Croazia e il resto dalla Slovenia).

I flussi di export del Friuli Venezia Giulia si articolano in 766 milioni di euro verso la Slovenia, 387 milioni di euro verso la Croazia, seguiti da 86 milioni di euro verso la Serbia e 22 verso l’Albania. Il principale settore per export è la metallurgia, con il 34,2% sul totale (verso Slovenia 65% e Croazia 29%); seguono agro-alimentare (10,3% di cui più della metà verso Croazia) e meccanica (6,8%, distribuito tra Croazia, Slovenia e Serbia).

Per il Friuli Venezia Giulia, nel 2022 le esportazioni verso Albania, Croazia, Serbia e Slovenia hanno registrato una crescita del 22,9%, grazie alla crescita delle vendite verso Slovenia (+28%) e Croazia (+25,2%), e all’andamento della metallurgia (+73 milioni di euro) e dell’agro-alimentare (+28 milioni di euro principalmente produzione lattiero-casearia). Nei primi nove mesi del 2023, le esportazioni della regione hanno subito un brusco arresto, segnando un calo del 6,5% causato dal crollo della metallurgia in Slovenia (-30,6%) che ha annullato gli incrementi segnati dai restanti mercati (+29,8% Serbia, +5,3% Croazia e +147,2% Albania).

Informazioni per la stampa

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Intesa Sanpaolo è il maggior gruppo bancario in Italia – punto di riferimento di famiglie, imprese e dell’economia reale – con una significativa presenza internazionale. Il business model distintivo di Intesa Sanpaolo la rende leader a livello europeo nel Wealth Management, Protection & Advisory e ne caratterizza il forte orientamento al digitale e al fintech, in particolare con Isybank, la banca digitale del Gruppo. Una banca efficiente e resiliente, è capogruppo di fabbriche prodotto nell’asset management e nell’assicurazione. Il forte impegno in ambito ESG prevede, entro il 2025, 115 miliardi di euro di finanziamenti impact, destinati alla comunità e alla transizione verde, e contributi per 500 milioni a supporto delle persone in difficoltà, posizionando Intesa Sanpaolo ai vertici mondiali per impatto sociale. Intesa Sanpaolo ha assunto impegni Net Zero per le proprie emissioni entro il 2030 ed entro il 2050 per i portafogli prestiti e investimenti, l’asset management e l’attività assicurativa. Convinta sostenitrice della cultura italiana, ha sviluppato una rete museale, le Gallerie d’Italia, sede espositiva del patrimonio artistico della banca e di progetti artistici di riconosciuto valore.
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