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NASCE A MACERATA IL “LABORATORIO ESG MARCHE”
DI INTESA SANPAOLO IN COLLABORAZIONE CON CONFINDUSTRIA MACERATA E FONDAZIONE MARCHE

• Obiettivo dell’iniziativa è supportare le imprese nei processi di transizione ambientale, sociale, digitale e di governance in linea con gli obiettivi del PNRR

• Secondo la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, le imprese marchigiane presentano una buona sensibilità verso i temi ESG: il 76,9% ha intrapreso almeno un’azione di sostenibilità ambientale, di responsabilità sociale o di sicurezza ambientale

• Intesa Sanpaolo ha già messo a disposizione plafond di 8 miliardi per la circular economy e di 76 miliardi per le imprese che investono nelle rinnovabili

• Confindustria Macerata ha avviato da tempo un percorso di accompagnamento per le imprese sul tema della sostenibilità ambientale e sui nuovi criteri ESG


Macerata 16 gennaio 2024 – Intesa Sanpaolo, Confindustria Macerata e Fondazione Marche avviano il “Laboratorio ESG Marche - Environmental Social Governance”. L’iniziativa è stata presentata oggi proprio nella confindustriale di Macerata, in cui risiederà il nuovo Laboratorio ESG grazia al quale si promuoveranno progetti e temi di impatto sociale, legati all’innovazione e all’inclusione con azioni di accompagnamento delle PMI, per migliorare il profilo di sostenibilità delle imprese supportando la transizione verso obiettivi inclusivi e gli investimenti in progetti di economia sostenibile, digitale e circolare.

A presentare il nuovo importante strumento per lo sviluppo delle imprese regionali di ogni dimensione hanno provveduto Paolo Ceci, Presidente Piccola Industria Confindustria Macerata Mario Pesaresi, Presidente Fondazione Marche, Alessandra Florio, Direttrice Regionale Emilia-Romagna e Marche Intesa Sanpaolo e Massimiano Tellini, Responsabile Circular Economy Intesa Sanpaolo Innovation Center.

I laboratori ESG sono un importante punto di riferimento territoriale per le PMI che ambiscono a migliorare il proprio profilo di sostenibilità e rientrano nel più ampio piano di supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo agli investimenti legati al PNRR. I laboratori puntano al massimo coinvolgimento del capitale umano delle imprese e promuovono inoltre la collaborazione con startup innovative e la trasformazione digitale.

Confindustria Macerata ha ben accolto l’iniziativa del Laboratorio ESG a completamento del percorso di accompagnamento alle imprese sul tema della sostenibilità avviato da alcuni anni sulla spinta di Confindustria Nazionale. Sono stati realizzati in particolare progetti per la transizione ecologia in collaborazione con l’Università di Camerino ed ENEA attraverso la realizzazione di misurazione della circolarità delle imprese, l’attivazione dello sportello di economia circolare, corsi di formazione e progetti di simbiosi industriale.

Intesa Sanpaolo ha già attivato iniziative analoghe a Torino, Brescia, Padova, Venezia, Cuneo, Bergamo, Bari, Taranto, Napoli, Palermo, Roma e Firenze. L’idea è nata in collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center, società del Gruppo che esplora scenari e tendenze future, sviluppa progetti di ricerca applicata, supporta startup ad alto potenziale e accelera la trasformazione delle imprese secondo i criteri dell’open innovation e dell'economia circolare.

In un quadro economico e sociale nel quale l’attenzione all’ambiente, la transizione verso un’economia digitalizzata e green sono determinanti per il sistema manifatturiero, il Laboratorio ESG si pone come acceleratore per la crescita sostenibile delle PMI e per la creazione di valore collettivo sociale e ambientale nella logica del più esteso coinvolgimento di imprese e di operatori volto alla realizzazione del PNRR. L’obiettivo è favorire e affiancare investimenti e opportunità di crescita non più rinviabili nell’attuale fase di rilancio dell’economia italiana, combinando esigenze delle PMI con le competenze dei migliori stakeholder.
Il Laboratorio ESG delle Marche, in particolare, offrirà consulenza, informazione, assessment e identificazione delle azioni per supportare l’intero percorso che le PMI devono intraprendere, grazie a partner di eccellenza quali:
- Circularity, la prima piattaforma di simbiosi industriale dedicata all’economia circolare in Italia che può supportare le imprese ad integrare i principi di sostenibilità e di economia circolare all’interno del proprio business;
- Nativa, la prima B Corp e Società Benefit in Europa che incorpora il purpose nel DNA delle organizzazioni per migliorarne i risultati di business e creare una prosperità durevole e condivisa;
- CE LAB, nata dalla partnership tra Innovation Center Intesa Sanpaolo e Cariplo Factory per contribuire all’evoluzione del sistema economico italiano e diffondere nuovi modelli di creazione del valore nell’interesse collettivo, accelerando la transizione verso modelli di economia circolare.
- Lexacta, realtà che svolge attività di consulenza in ambito di Governance.

Questi gli incontri già programmati per il primo quadrimestre 2024:
• Corporate Governance nell’impianto normativo italiano ed europeo e integrazione dei fattori ESG nelle strategie aziendali
Sarà chiarito il perché della sussistenza di obblighi di adesione ai fattori ESG da parte delle PMI
sottolineando la necessità per l’imprenditore di acquisire adeguata consapevolezza, intraprendendo
un percorso culturale virtuoso in termini di Corporate Governance, anche per cogliere gli obiettivi
vantaggi della transizione ESG.

• L’impresa del futuro è rigenerativa
Per comprendere cosa si intende per rigenerazione e come affrontare questi cambiamenti, come quello climatico, verrà svolto un approfondimento sul contesto in cui le aziende operano e sulle diverse azioni intraprese a livello internazionale dalle Istituzioni e dai Governi. L’obiettivo è comprendere le opportunità a disposizione delle imprese per affrontare in maniera profittevole e produttiva queste sfide, oltre che le possibilità di riduzione degli impatti attraverso l’adozione di nuovi modelli di business orientati alla rigenerazione

• Gli elementi per una filiera sostenibile
Attraverso esempi e case study verrà approfondito il ruolo della filiera nel percorso d’integrazione della sostenibilità nel business aziendale e nell'economia di un territorio, nonché le opportunità di fare rete e di creare sistemi di aziende che abbiano la sostenibilità come driver di sviluppo, anche attraverso la scelta di fornitori qualificati in ottica di implementazione delle sue performance ESG.


Alessandra Florio, Direttrice Regionale Emilia-Romagna e Marche Intesa Sanpaolo: “L’avvio del Laboratorio ESG Marche è strategica per dare supporto alle PMI della regione affinché raggiungano gli obiettivi di sostenibilità indispensabili allo sviluppo del proprio business, grazie a consulenza mirata e al confronto con best practice di sistema. Competitività, internazionalizzazione, sostenibilità ambientale, sociale e di governance sono correlate in maniera sempre più stretta e in un prossimo futuro avranno riflessi anche sul rating. Il Laboratorio ci aiuta a preparare per tempo le aziende, grazie al coinvolgimento di partner d’eccellenza e alla fondamentale collaborazione con Confindustria Macerata e Fondazione Marche, da sempre a fianco anche delle imprese e dell’ecosistema regionale dell’innovazione”.

Paolo Ceci, Presidente Piccola Industria Macerata: “Il Laboratorio ESG si inserisce nel percorso verso la sostenibilità già intrapreso da alcuni anni dalla nostra Associazione con progetti dedicati in particolare all’economia circolare ed alla transizione green in collaborazione con l’Università degli Studi di Camerino ed ENEA. Oltre all’ambiente, l‘analisi introdotta attraverso i criteri ESG consente l’adozione di parametri standardizzati, misurabili che riguardano sia il fattore sociale che la governance. Siamo certi che le aziende più grandi coglieranno questa opportunità sia in termini di valorizzazione del prodotto, di reputazione aziendale che di politica nei riguardi dei fornitori, clienti e collaboratori. C’è tuttavia la preoccupazione per le piccole imprese e per quelle inserite nella filiera che dovranno sempre più dimostrare di rispettare i criteri ESG con il rischio anche di una maggiore selezione e difficoltà nell’accesso al credito. E’ indispensabile per cui sostenere le aziende che sono più bisognose di accompagnamento, di assistenza, di consulenza. In questo senso l’auspicio che faccio è che l’adesione al protocollo, oggi siglato da Confindustria Macerata, possa essere di spinta e motivazione per le altre territoriali regionali nell’interesse primario delle imprese e del territorio”.

Mario Pesaresi, Presidente Fondazione Marche e Acceleratore AC75 SA: “Con questa iniziativa Fondazione Marche rinnova il suo impegno per promuovere l’innovazione sul territorio marchigiano, rilanciato nel 2021 con la fondazione dell’acceleratore di startup AC75 SA e operativo oggi anche grazie ai programmi che questo ha lanciato per startup e spinoff. La partecipazione alla nascita del Laboratorio ESG Marche infatti è anche il frutto della collaborazione molto positiva nata nell’ambito del programma di accelerazione Next Age tra lo stesso acceleratore AC75 SA, Intesa Sanpaolo - main partner del programma - Intesa Sanpaolo Innovation center e gli stakeholder del territorio: lo stesso spirito e gli stessi attori che collaboreranno insieme nel Lab ESG Marche”.

Sostenibilità ambientale e sociale hanno un impatto rilevante sulla crescita e la competitività delle PMI, per questo Intesa Sanpaolo ha attivato con il nuovo Piano d’impresa 2022-2025 un plafond di 8 miliardi di euro destinato a investimenti in Circular Economy e ha già erogato oltre 7 miliardi di euro di S-Loans, finanziamenti innovativi a medio-lungo termine che accompagnano gli sforzi delle imprese nella direzione di una maggiore sostenibilità, con un meccanismo di riduzione dei tassi legato al raggiungimento di obiettivi ESG. Dall’avvio di queste iniziative, la Direzione Regionale Emilia-Romagna e Marche Intesa Sanpaolo ha erogato 250 milioni di euro alle imprese marchigiane.
Il Gruppo ha inoltre messo a disposizione risorse importanti, pari a 76 miliardi di euro, legate agli impegni già assunti nell’ambito del PNRR, per sostenere le imprese che investono nelle rinnovabili. Attraverso una linea di finanziamento innovativa S-Loan CER, la banca premia con uno sconto di tasso quelle imprese che non solo investono nelle rinnovabili, ma si impegnano anche a mettere a disposizione della collettività l’energia non consumata. I clienti possono accedere ad advisory e consulenza per mettere a punto l’investimento migliore e per costituire nuove CER (Comunità Energetiche Rinnovabili).

Verso una transizione sostenibile: scenari e opportunità per le imprese del territorio
A cura della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo

Secondo la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo sono numerosi i punti di forza dell’economia marchigiana:
• Le Marche si caratterizzano per una buona vocazione industriale (nel 2022 l’industria ha generato il 32,3% del valore aggiunto regionale; 25,7% in Italia)
• La propensione a esportare è elevata e pari al 55,3%, con un’incidenza superiore di quasi 19 punti percentuali rispetto alla media italiana. É poi ampio l’avanzo commerciale, che ha superato i 9,2 miliardi di euro nel 2022, a fronte di un saldo commerciale negativo per l’Italia.
• É alta la competitività sui mercati internazionali di alcuni settori. In primis la farmaceutica il cui export tra il 2008 e il 2022 è passato da 931milioni di euro a 9,5 miliardi, grazie ai forti investimenti di alcune grosse aziende del settore. Molto bene anche il settore della meccanica, che ha visto un aumento del 55% delle exportazioni nel periodo 2008-2002, passando da 1,6 miliardi di auro a 2,4 miliardi di euro.

Il complesso contesto in cui si trovano a operare le imprese (inflazione, rialzo dei tassi, crisi energetica, cambiamento climatico, diseguaglianze sociali, rischio geopolitico internazionale, ecc.) rende ancora più urgenti i temi ESG (Environmental, Social, Governance). Inoltre, puntare sull’innovazione e sulla digitalizzazione potrà aiutare le imprese a contenere i costi energetici, favorire il risparmio di materie prime ed efficientare i processi produttivi.
L’Italia, nonostante i progressi degli ultimi anni, risulta in ritardo nelle classifiche che la confrontano che le altre nazioni europee in termini digitalizzazione (DESI Index 2022, 18° posto su 27, in miglioramento: eravamo al 25° posto su 28 nel 2020). In particolare, risultano insufficienti le competenze digitali delle persone. Tuttavia, le imprese spiccano in positivo quando si osserva l’indice di e-business (fatturazione elettronica, cloud computing, Big data, utilizzo della robotica, stampanti 3D, Internet of things, Intelligenza Artificiale, per fare alcuni esempi) che è superiore alla media UE 27 (e ai dati francese e tedesco) in quasi tutti i settori (fanno eccezione auto e altri mezzi di trasporto). Ciò è stato possibile grazie all’accelerazione degli investimenti sul fronte dell’automazione e, in generale, del 4.0. Il differenziale più significativo si osserva nel settore alimentare. Per l’Italia, il ranking settoriale di digitalizzazione per l’e-business vede ai primi tre posti: elettronica, meccanica/elettrotecnica e metallurgia/prodotti in metallo. In termini di digitalizzazione le Marche risultano ancora molto indietro, al di sotto della media nazionale e con livelli simili alle regioni del Mezzogiorno.
Il green offre numerose opportunità di sviluppo. L’Italia è ben posizionata in termini ambientali e rappresenta un benchmark a livello europeo sui temi della Circular Economy, in particolare per quanto riguarda il riciclo dei rifiuti e la produttività delle risorse. Al contempo, l’Italia ha raggiunto una quota di consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili del 19%, in linea con gli attuali target europei, ma servirà accelerare ulteriormente per raggiungere la soglia del 45% stabilita dal Parlamento Europeo nel settembre 2022 per il 2030.
Essere innovativi e attenti all’ambiente ha impatti positivi sui risultati economico-reddituali: tra il 2019 e il 2022 le imprese manifatturiere con certificazioni ambientali hanno incrementato il fatturato del 28,3%, più di quanto registrato nello stesso periodo dalle altre aziende. Essere green e innovativi ha permesso di reggere meglio dal punto di vista della redditività: nel 2022 l’EBITDA margin delle imprese con brevetti è stato pari al 9,6%, superiore di circa un punto percentuale rispetto al resto del campione.
Le imprese marchigiane presentano una buona sensibilità verso i temi ESG: il 76,9% ha intrapreso almeno un’azione di sostenibilità ambientale, di responsabilità sociale o di sicurezza ambientali (si passa dal 100% delle grandi imprese al 74,6% delle micro). É però ancora bassa la quota di imprese che riutilizza o ricicla le acque di scarico o che utilizza materie prime seconde. Ci sono poi ampi margini di miglioramento in termini di inclusione sociale e governance con iniziative di interesse collettivo esterne all’impresa o a beneficio del tessuto produttivo del territorio.
Una più elevata diffusione di queste strategie passa necessariamente attraverso un rilancio degli investimenti (soprattutto in tecnologia) che, in prospettiva, possono essere sostenuti dalla spinta del PNRR, i cui risvolti sono però ancora poco conosciuti soprattutto dalle imprese più piccole. Tra gli investimenti più urgenti figurano sicuramente quelli sul capitale umano: le imprese fanno fatica a trovare persone specializzate. Unioncamere-Anpal stima che nel 2023 il 49% delle entrate previste siano di difficile reperimento nelle Marche, con punte del 63% per gli operai specializzati e i conduttori di impianti e macchine. Si tratta di un tema che andrà affrontato e risolto nei prossimi anni, quando competenze green e digitali diverranno sempre più necessarie e il trend demografico renderà ancora più complesso trovare personale da inserire in azienda.

 


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Intesa Sanpaolo è il maggior gruppo bancario in Italia – punto di riferimento di famiglie, imprese e dell’economia reale – con una significativa presenza internazionale. Il business model distintivo di Intesa Sanpaolo la rende leader a livello europeo nel Wealth Management, Protection & Advisory e ne caratterizza il forte orientamento al digitale e al fintech, in particolare con Isybank, la banca digitale del Gruppo. Una banca efficiente e resiliente, è capogruppo di fabbriche prodotto nell’asset management e nell’assicurazione. Il forte impegno in ambito ESG prevede, entro il 2025, 115 miliardi di euro di finanziamenti impact, destinati alla comunità e alla transizione verde, e contributi per 500 milioni a supporto delle persone in difficoltà, posizionando Intesa Sanpaolo ai vertici mondiali per impatto sociale. Intesa Sanpaolo ha assunto impegni Net Zero per le proprie emissioni entro il 2030 ed entro il 2050 per i portafogli prestiti e investimenti, l’asset management e l’attività assicurativa. Convinta sostenitrice della cultura italiana, ha sviluppato una rete museale, le Gallerie d’Italia, sede espositiva del patrimonio artistico della banca e di progetti artistici di riconosciuto valore.
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