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Cambiamento climatico

Si parla di cambiamento climatico con riferimento all’aumento della temperatura media dell’atmosfera e degli oceani, causata principalmente dall’accumulo di gas serra nell’atmosfera che sta già determinando conseguenze e ripercussioni non solo per l’ecosistema del pianeta, ma anche sulle dinamiche economiche e sociali.

Gli anni che hanno preceduto il 2025 sono stati caratterizzati da una crisi climatica persistente e in accelerazione. Le evidenze scientifiche confermano che le temperature globali sono rimaste storicamente elevate, con un riscaldamento globale che persiste vicino alla soglia di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali.

In questo contesto scientifico, il 2025 ha segnato un cambiamento nella governance climatica internazionale, passando da ambizioni a implementazioni su larga scala. La 30ª Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (COP30), tenutasi a Belém nel decimo anniversario dell'Accordo di Parigi, ha riconosciuto il finanziamento climatico come condizione centrale per un'azione climatica efficace.

A livello europeo, la politica climatica si è ulteriormente evoluta nel 2025 all'interno di un complesso contesto macroeconomico e geopolitico. L'Unione Europea ha confermato un obiettivo intermedio legalmente vincolante per ridurre le emissioni nette di gas serra del 90% entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990, rafforzando il percorso a lungo termine verso la neutralità climatica. I progressi nella transizione energetica sono continuati nel 2025, con le fonti rinnovabili che rappresentano circa un quarto del consumo lordo finale di energia e quasi la metà della produzione di elettricità, mentre le emissioni complessive di gas serra hanno mostrato una tendenza al calo continua.

In Italia, il quadro normativo a sostegno della transizione energetica è stato ulteriormente rafforzato nel 2025. Gli aggiornamenti al quadro delle Comunità di Energia Rinnovabile (CER) hanno ampliato l'idoneità ai comuni con fino a 50.000 abitanti e introdotto la possibilità di sovvenzioni anticipate fino al 30% nell'ambito del Piano Nazionale di Recupero e Resilienza (PNRR).

L'impegno di Intesa Sanpaolo

In questo contesto, come istituzione finanziaria, siamo consapevoli di avere un ruolo fondamentale nell’orientare i capitali verso un’economia sostenibile nel breve e nel lungo termine, proprio perché generiamo impatti ambientali sia derivanti dalle nostre attività dirette sia dal nostro business; oltre alla gestione della nostra impronta ambientale, possiamo infatti esercitare una forte influenza su attività e comportamenti che non possiamo controllare direttamente, in particolare di clienti e fornitori, e favorire la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

Intesa Sanpaolo è molto attiva nel promuovere le energie rinnovabili, l’efficienza energetica e il modello di business circolare, sostenendone lo sviluppo e supportando i diversi segmenti di clientela impegnati a ridurre la propria impronta ambientale, con la promozione di prodotti e servizi verdi offerti dalla rete commerciale in Italia e all’estero. Particolare attenzione è anche rivolta agli impatti generati dai clienti e fornitori, contribuendo alla diffusione di processi e comportamenti virtuosi sotto il profilo ambientale.

Intesa Sanpaolo ha anche adottato Linee Guida per il Governo dei rischi ambientali sociali e di governance (ESG) che determinano i criteri generali di esclusione del finanziamento di aziende o progetti con impatti ambientali, sociali e di governance particolarmente rilevanti ed elencano i settori identificati come “sensibili”. A questo framework vengono collegate policy e criteri di esclusione specifici; attualmente sono state predisposte le Regole per il settore del carbone, le Regole per l'operatività nel settore Oil&Gas e le Regole sulla biodiversità e natura.

 

Impegno Net Zero

A dimostrazione dell’importanza strategica del cambiamento climatico, nel 2021 Intesa Sanpaolo si è posta l’obiettivo di arrivare a zero emissioni nette entro il 2050 con riferimento sia alle proprie emissioni che a quelle relative ai portafogli prestiti e investimenti, per l’asset management e l’attività assicurativa. Il Gruppo ha aderito alle relative iniziative lanciate da UNEP FI, in particolare: a ottobre 2021 ha aderito alla Net-Zero Banking Alliance (NZBA)1 ; a novembre 2021 Eurizon Capital SGR, Fideuram Asset Management SGR2 e Fideuram Asset Management Ireland hanno aderito alla Net Zero Asset Managers Initiative (NZAMI )3 ed infine a dicembre 2021 Intesa Sanpaolo Assicurazioni ha aderito alla Net-Zero Asset Owner Alliance (NZAOA) ed alla Net-Zero Insurance Alliance (NZIA - attualmente Forum for Insurance Transition to Net Zero – FIT).

Il 27 gennaio 2025, il Gruppo ha ricevuto la validazione da parte dell'iniziativa Science Based Targets (SBTi) degli obiettivi per la riduzione delle proprie emissioni (Scope 1 + Scope 2) e delle emissioni finanziate del Gruppo4 . Inoltre, Intesa Sanpaolo è stata inclusa nella CDP "A List" 2025, che riconosce le aziende per la loro trasparenza ed efficacia nell'affrontare il cambiamento climatico.

In un contesto esterno in evoluzione, l'impegno del Gruppo per la decarbonizzazione continua con il Piano di Impresa 2026–2029, che conferma gli obiettivi 2030 per le emissioni finanziate e proprie, l’asset management e l’attività assicurativa e fissa l'obiettivo di erogare il 30% del totale dei nuovi prestiti a medio e lungo termine come sustainable lending nell’orizzonte del Piano di Impresa.

1 A ottobre 2025 la Net Zero Banking Alliance ha modificato il proprio assetto, trasformandosi da alleanza basata sull’adesione volontaria a framework di riferimento con l’obiettivo di continuare a fornire linee guida per promuovere la transizione in coerenza con l’Accordo di Parigi.
2 Con decorrenza 1° luglio 2025 è effettiva la scissione totale di Fideuram Asset Management SGR in favore di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking e di Eurizon Capital SGR.
3 Il 13 gennaio 2025, NZAMI ha avviato una revisione dell'iniziativa per garantire la sua adeguatezza al nuovo contesto globale, sospendendo temporaneamente le attività di monitoraggio e rendicontazione dei firmatari. Il 29 ottobre 2025, la revisione si è conclusa con il rilancio dell’iniziativa e l’adozione di un framework aggiornato che introduce maggiore flessibilità nella definizione degli obiettivi, pur mantenendo l’impegno alla trasparenza e alla rendicontazione annuale.
4 Relativo ai settori Power Generation, Automotive, Iron & Steel and Commercial Real Estate e agli obiettivi aggiuntivi di valutazione della temperatura.

 

 

Banking

Intesa Sanpaolo ha completato la definizione degli obiettivi di decarbonizzazione per il 2030 per i settori con le emissioni più elevate, come indicato nelle “Linee guida per la definizione degli obiettivi climatici per le banche” emanate da UNEP FI, e più rilevanti per il Gruppo.

Questo impegno riflette l'ambizione strategica della Banca di allineare i propri finanziamenti con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi e di contribuire attivamente alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio.

Nel Piano di Impresa 2022-2025 sono stati pubblicati i primi quattro target per i settori Oil & Gas, Power Generation, Automotive e Coal Mining. Nel 2023 sono stati definiti i target di riduzione delle emissioni anche per i settori Iron & Steel e Commercial Real Estate e, nel 2024, sono stati introdotti i target relativi ai settori di Cement, Aluminium, Residential Real Estate e Agriculture – Primary Farming5 .

Questi settori rappresentano una quota significativa delle emissioni finanziate nel portafoglio del Gruppo e sono fondamentali per il raggiungimento di obiettivi di decarbonizzazione più ampi.

A gennaio 2025, Intesa Sanpaolo ha ottenuto la validazione da parte della Science Based Targets Initiative (SBTi) sui target di decarbonizzazione6 sottoposti a marzo 2024. I progressi e il monitoraggio annuale dei target, nonché i Piani di Transizione Settoriali, sono disponibili nel 2025 Climate Report approvato dal Consiglio di Amministrazione a marzo 2026. I risultati 2025 mostrano una riduzione delle emissioni finanziate assolute del 12% rispetto al 2024 per i settori oggetto di target setting.

La tabella sotto riportata rappresenta in dettaglio, per ciascun settore oggetto di target, le unità di misura, la value chain, la baseline, l’obiettivo al 2030 e il risultato al 2025.

5Nello stesso anno è anche stato rivisto il target relativo al Commercial Real Estate, portato a un livello di ambizione coerente con la traiettoria per contenere l’aumento della temperatura ben al di sotto dei 2 gradi. Il raggiungimento dei target fissati per Commercial Real Estate e Residential Real Estate dipende in misura rilevante dall’implementazione di politiche governative per la decarbonizzazione della rete energetica.

6Inclusi i target settoriali definiti per Automotive, Commercial Real Estate, Iron & Steel, Power Generation. 

Sector Targets
(Scope)

Value Chain

Metrics

Baseline
(Baseline date)

Target 2030

31/12/2025

Agriculture – Primary Farming
Scope 1,2 (7)
Focus on primary farming tCO2 e/€m revenue 721
(31/12/2022)
641 671
Aluminium
Scope 1,2
Focus on aluminium producers (refining of alumina from bauxite and both primary and secondary smelting) tCO2 e/t aluminium 4,79
(31/12/2022)
4,31 3,03
Automotive
Scope 3 WTW
Production of light duty vehicles (cars and light trucks) gCO2 e/vkm 192
(31/12/2022)
100 (8) 175
Cement
Scope 1, 2
Focus on cement producers, including production of clinker  tCO2 e/t cement 0,65
(31/12/2022)
0,50 0,63
Coal Mining (exclusion policy) Coal mining € bn exposure 0,2
(30/06/2021)
Zero by 2025 Zero emissions 0,01 (9)
Commercial Real Estate (CRE) 
Scope 1, 2, 3 (10)
In-use operational emissions of buildings in Italy kgCO2 e/m2 43,16
(31/12/2022)
22,11 36,14
Iron & Steel
Scope 1, 2
Companies producing crude steel that use iron ore (or scrap) as an input  tCO2 /t steel (11) 1,05
(31/12/2022)
0,81 0,90
Oil&Gas
Scope 1,2,3

Upstream operators and integrated players

gCO2e/MJ

64 
(30/06/2021)

55 (12)
(52-58)
63
Power generation 
Scope 1,2

Generation and
integrated players

kgCO2e/MWh

202 
(31/12/2022)

110 108
Residential Real Estate (RRE) 
Scope 1,2,3 (13)
In-use operational emissions of buildings in Italy  kgCO2 e/m2 30,13
(31/12/2022)
19,26 26,88

7 For Agriculture – Primary Farming the approach is based on revenue intensity. See ‘Methodology: Target Setting on Lending Activities’ on 2025 Climate Report.
8 The target of 100 gCO2 e/vkm to 2030 was calculated with the reduction approach and meets the expected reduction of the net-zero aligned IEA curves for the two components: IEA NZ 2050 Automotive pathway (TTW) and IEA NZ 2050 Power pathway (WTT)
9 The Group confirms the achievement in 2025 of the phase-out for its exposure to counterparties active in the coal mining sector, as per exclusion policy; a marginal amount remains, mainly attributable to a non-performing exposure
10 Includes SME corporates but not SME retail. It is to be noted that achieving the target is significantly dependent on the implementation of government policies for the decarbonisation of the energy grid
11 Iron & Steel considers only CO2 GHG emissions
12 Central value of the target range identified
13 It is to be noted that achieving the target is significantly dependent on the implementation of government policies for the decarbonisation of the energy grid. Scope 3 emissions for RRE include emissions arising from the tenant’s energy use in the building owner’s emissions reporting

Per dettagli vedere le sezioni ANALYSIS BY SECTOR and METHODOLOGY: TARGET SETTING ON LENDING ACTIVITIES. EXECUTIVE SUMMARY del 2025 Climate Report

Totale emissioni assolute finanziate

         
Sector Targets 

Scope 31/12/2023
MtCO2e
31/12/2024
MtCO2e
31/12/2025
MtCO2e
Agriculture – Primary Farming Scope 1, 2 0,8 0,7 0,9
Aluminium Scope 1, 2 0,4 0,4 0,1
Automotive Scope 3 WTW 1,0 1,0 1,1
Cement Scope 1, 2 0,7 0,6 0,3
Coal Mining (exclusion policy) Scope 1, 2 0,1 0,1 0,0 (14)
Commercial Real Estate  (CRE) (15) Scope 1, 2, 3 (16) 0,8 0,5 0,4
Iron & Steel (17) Scope 1, 2

1,2

1,0 1,0
Oil & Gas Scope 1, 2, 3 15,1 12,6 10,9
Power generation Scope 1, 2 2,0 1,5 1,4
Residential Real Estate (RRE)  Scope 1, 2, 3 (18)

2,1

2,0 1,8
Totale (19)  

24,2

20,4 17,9

14 The Group confirms the achievement in 2025 of the phase-out for its exposure to counterparties active in the coal mining sector, as per exclusion policy; a marginal amount remains, mainly attributable to a non-performing exposure
15 Includes SME corporates but not SME retail. It is to be noted that achieving the target is significantly dependent on the implementation of government policies for the decarbonisation of the energy grid.
16 Scope 3 emissions for CRE include emissions arising from the tenant’s energy use in the building owner’s emissions reporting.
17 Iron & Steel considers only CO2 GHG emissions.
18 Scope 3 emissions for RRE include emissions arising from the tenant’s energy use in the building owner’s emissions reporting
19 Data breakdown as of 31 December 2025. ASSET CLASS: Loan: 16.3 MtCO2e; Project Finance: 0.3 MtCO2e; HTC: 1.2 MtCO2e. SCOPE: Scope 1: 3.7 MtCO2e; Scope 2: 0.5 MtCO2e; Scope 3: 11.2 MtCO2e. For Aluminium, Coal mining, Commercial Real Estate and Residential Real Estate the breakdown by scope is not available. COUNTRY/REGION: Italy: 5.5 MtCO2e; Europe (excluding Italy): 9.2 MtCO2e; Rest of the World: 3.0 MtCO2e. Attribution by country/region is based on counterpart’s head office, except for CRE and RRE, for which attribution is based on the property’s location

Per dettagli vedere le sezioni ANALYSIS BY SECTOR e METHODOLOGY TARGET SETTING ON LENDING ACTIVITIES del 2025 Climate Report

 

La copertura del portafoglio (al 31/12/2025) per ciascun settore oggetto di target rispetto al totale degli impieghi a livello consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo (430,7 miliardi di euro) è la seguente: Agriculture-Primary Farming: 0,2% (0,9 miliardi di euro); Aluminium: 0,04% (0,2 miliardi di euro); Automotive: 0,4% (1,8 miliardi di euro); Cemento: 0,04% (0,2 miliardi di euro); Coal mining: 0,002% (0,01 miliardi di euro9); Commercial Real Estate: 1,5% (6,4 miliardi di euro);  Iron&Steel: 0,2% (0,9 miliardi di euro); Oil & Gas: 0,7% (3,1 miliardi di euro); Power Generation: 1,8% (7,6 miliardi di euro); Residential Real Estate: 24,8% (106,9 miliardi di euro). Totale20 29,7% (128 miliardi di euro).

20 Data breakdown as of 31 December 2025. ASSET CLASS: Loans: €124.1bn; Project Finance: €3.5bn; HTC: €0.4bn.

Per completezza di informazione, di seguito vengono riportate le emissioni in relazione ai finanziamenti concessi nei settori oggetto di target setting. 

Portfolio-wide emissions intensity  
(MtCO2 e/ €bn lent)
31/12/2023 31/12/2024 31/12/2025
Agriculture – Primary Farming (Scope 1, 2) 0,8 0,8 1,0
Aluminium (Scope 1, 2) 0,9 0,9 0,7
Automotive (Scope 3 WTW) 0,8 0,8 0,6
Cement (Scope 1, 2) 3,0 2,8 1,6
Coal Mining (exclusion policy) (Scope 1, 2) 3,8 5,3 5,7 (21)
Commercial Real Estate (CRE) (Scope 1, 2, 3) (22) 0,1 0,1 0,1
Iron & Steel (Scope 1, 2) (23) 1,2 1,0 1,1
Oil & Gas (Scope 1,2,3)

3,7

3,5 3,5
Power Generation 
(Scope 1,2) 

0,3

0,2 0,2
Residential Real Estate (RRE) (Scope 1, 2, 3) (24)

0,02

0,02 0,02
Total Portfolio-wide emissions intensity (25)

0,2

0,2 0,1

21The Group confirms the achievement in 2025 of the phase-out for its exposure to counterparties active in the coal mining sector, as per exclusion policy; a marginal amount remains, mainly attributable to a non-performing exposure. 
22Includes SME corporates but not SME retail. It is to be noted that achieving the target is significantly dependent on the implementation of government policies for the decarbonisation of the energy grid. Scope 3 emissions for CRE include emissions arising from the tenant’s energy use in the building owner’s emissions reporting. 
23Iron & Steel considers only CO2 GHG emissions. 
24Scope 3 emissions for RRE include emissions arising from the tenant’s energy use in the building owner’s emissions reporting. 
25Data breakdown as of 31 December 2025. ASSET CLASS: Loans: 0.1 MtCO2e/€bn; Project Finance: 0.1 MtCO2e/€bn; HTC: 2.8 MtCO2e/€bn. COUNTRY/REGION: Italy 0.05 MtCO2e/€bn; Europe (excluding Italy): 1.35 MtCO2e/€bn; Rest of the World: 0.75 MtCO2e/€bn. Attribution by country/region is based on the counterparty’s head office, except for CRE and RRE, for which attribution is based on the property’s location.

Ogni valore è calcolato come rapporto tra le emissioni finanziate in scope (numeratore) e il totale delle esposizioni (denominatore) in scope (per dettagli vedere le sezioni METHODOLOGY e TARGET SETTING ON LENDING ACTIVITIES del 2025 Climate Report).

Disclaimer: Metrics and data may be updated over time following the evolution of the emission calculation methodology, the updates to the UNEP FI and SBTi Guidelines, updated data sources and accepted market practices. Metrics and data are based on projections and estimates that rely on underlying sectoral assumptions and strategic plans of underlying entities. Such assumptions may be largely dependent on external factors that are not under Intesa Sanpaolo’s control, such as, but not only, technological improvements and/or government-led policies. In addition, metrics calculation relies on data inputs, with quality and availability subject to change and may be enhanced over time. Please note that progress towards targets may be non-linear in the short term in view of the fact that financing of the transition to a low-carbon economy is required or in view of external factors.

Asset Management e Gruppo Assicurativo

Ad ottobre 2022, le società di Intesa Sanpaolo attive nel wealth management — Eurizon Capital SGRFideuram Asset Management SGR*Fideuram Asset Management Ireland dac — e il Gruppo Intesa Sanpaolo Assicurazioni hanno definito i rispettivi target di decarbonizzazione nell'ambito della Net Zero Asset Managers Initiative (NZAMI) e della Net-Zero Asset Owner Alliance (NZAOA). Gli impegni assunti con l’adesione alla NZAMI si articolavano in quattro ambiti di azione:

  • Asset Level Alignment: monitoraggio degli AUM in perimetro NZAMI tempo per tempo gia’ in allineamento verso l'obiettivo di zero emissioni nette di gas serra entro il 2050;
  • Portfolio Level Reference: dimezzamento dell’intensita’ delle emissioni di carbonio degli AUM in perimetro NZAMI entro il 2030;
  • Stewardship: conduzione di attività di engagement nei confronti degli emittenti appartenenti al perimetro NZAMI e principalmente responsabili delle emissioni finanziate dagli AUM in perimetro, per incentivare l'adozione di percorsi di decarbonizzazione allineati allo scenario Net Zero;
  • Climate Solution: aumento della quota di investimenti destinati a soluzioni per il clima, ossia investimenti che abbiano un impatto concreto e positivo nella mitigazione del cambiamento climatico.

A seguito del rilancio di NZAMI nel mese di Febbraio 2026 e del raggiungimento degli obiettivi intermedi relativi al target Stewardship e Climate Solution, Eurizon ha riconfermato il proprio impegno net zero, impegnandosi a definire nuovi obiettivi che saranno pubblicati entro il 2026.

Fideuram ha definito target di decarbonizzazione focalizzati su fondi Art. 9 SFDR e sta sviluppando strumenti di monitoraggio ESG avanzati. 

Per dettagli vedere la sezione Metrics & Targets del 2025 Climate Report.

Per quanto riguarda Intesa Sanpaolo Assicurazioni, gli obiettivi intermedi nell'ambito NZAOA sono strutturati su tre direttrici:

  1. Sub-Portfolio Decarbonization: riduzione del 50% della "Carbon Intensity by EVIC" su "Listed Equity" e "Publicly Traded Corporate Bonds" entro il 2030, rispetto al 2021 (baseline). Gli AUM oggetto del target al 31 dicembre 2021 ammontavano a circa 19,6 miliardi di euro.
  2. Engagement: attivare confronti bilaterali con i "Top 20 Emitter" (responsabili di circa il 70% delle emissioni del portafoglio in scope) per discutere e supportare i rispettivi percorsi di decarbonizzazione; contribuire, inoltre, ai position paper collaborativi di NZAOA.
  3. Financing the Transition: impegno a rendicontare annualmente alla NZAOA l’ammontare degli investimenti a supporto della transizione verde, partecipando anche ai "Financing the Transition" working groups per la definizione di nuovi standard e soluzioni di investimento green.

Per dettagli vedere la sezione Metrics & Targets del 2025 Climate Report.

* Per quanto riguarda Fideuram Asset Management SGR, la scissione totale a favore di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking ed Eurizon Capital SGR è divenuta efficace il 1° luglio 2025, determinando la cessazione delle sue attività operative.

Climate Report

Dal 2018, Intesa Sanpaolo supporta le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD), impegnandosi volontariamente a una disclosure trasparente dei rischi e opportunità legati al cambiamento climatico.

Nel 2021 il Gruppo ha pubblicato il suo primo TCFD Report e nel 2023 il TCFD Report 2022, che includeva anche il piano di transizione redatto seguendo le indicazioni del GFANZ – Glasgow Financial Alliance for Net Zero) e il monitoraggio dei target.

Nell’ottobre 2023, a seguito del completamento del proprio mandato, la TCFD è stata formalmente sciolta e il Financial Stability Board (FSB) ha incaricato la Fondazione IFRS di proseguire il monitoraggio dei progressi nelle informative aziendali relative al clima. Le raccomandazioni della TCFD sono state integralmente recepite negli standard dell’International Sustainability Standards Board (ISSB) della Fondazione IFRS. In questo contesto, il report è stato rinominato Climate Report, mantenendo come riferimento le raccomandazioni della Task Force sulle informative finanziarie relative al clima.

L’edizione 2025 è stata realizzata in continuità con le edizioni precedenti, arricchita con dei case study anche per la sezione Strategy, ed è parte del set di rendicontazione di sostenibilità del Gruppo.

Le sezioni “Own operations indicators” e “Target Setting on Lending Activities: Annual Reporting of Estimated Emissions”, sono soggette a limited assurance da parte terza.

Questionari CDP

Inoltre, fin dal 2007 Intesa Sanpaolo risponde in maniera puntuale al questionario Climate Change di CDP, organizzazione non profit che annualmente realizza un assessment volto a valutare l'approccio alla mitigazione dei cambiamenti climatici. L'analisi si basa su dati e informazioni fornite dalle aziende, valutate su 4 livelli in una scala da A a D-.

Intesa Sanpaolo è stata inserita nella Climate "A List" 2025 di CDP.  

Archivio Questionari CDP

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